“… wie die sich irren werden.” Quanto si sbaglieranno! Nell’omonima serie su Netflix, il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud diventa un investigatore…

Intorno al 1900 Vienna era considerata una città cosmopolita. La popolazione era cresciuta ad oltre un milione dalla seconda metà del XIX secolo.

Gli anni che precedettero la prima guerra mondiale erano connotati da stati d’animo contraddittori e molto diversi tra loro: la società viennese si muoveva tra nazionalismo, antisemitismo e sconvolgimenti sociali, era lacerata tra tradizione e modernità, scienza e superstizione, insicurezza e presunzione, atmosfera di fine secolo e voglia di ripartenza.

Il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud si trasferì a Vienna con la sua famiglia nel 1856. All’epoca lavorava come giovane medico nel proprio studio dedicandosi alla ricerca e allo sviluppo delle sue teorie.

In un primo momento Freud si cimentò nella zoologia e nella chimica. In seguito fece esperimenti con la cocaina, studiò l’isteria e sviluppò la “Sprechtherapie”, terapia della parola, precursore della famosa psicoanalisi.

Della sua professione di medico Freud scrisse che non aveva mai avuto una particolare preferenza od amore per la posizione e l’esercizio della stessa.

Ciò che lo interessava invece era la curiosità per le “condizioni umane”. Da giovane medico, non riuscì a fare le ricerche nella misura in cui desiderava: “Ero impegnato ad inserirmi nel mio lavoro e assicurare la mia esistenza materiale e quella della mia famiglia in rapida crescita”.

Sigmund Freud è stato segnato dal mondo viennese della fine del secolo: questa è l’idea che sta alla base della serie Netflix in otto episodi “Freud”. La storia in sé è immaginaria, ma forse il vero Freud avrebbe trovato un gradito cambiamento ad indagare su dei crimini nel suo lavoro quotidiano come medico.

Il regista e scrittore Marvin Kren dichiara in un’intervista: “Voglio mostrare un Freud che non conosciamo e che non abbiamo mai visto prima – un uomo in cerca di riconoscimento, tra due donne, tra ragione e pulsione. La sua psicoanalisi e il concetto di Es, Io e Super-io non sono nati dal nulla – sono basati su esperienze, su vissuti di un genio lacerato a cui nulla di umano è alieno”.

Per capire il modo di vivere viennese di quei tempi, il regista si è ispirato in particolare a due libri, “Il mondo di ieri” di Stefan Zweig e “Gioventù a Vienna” di Arthur Schnitzler.

La serie, girata a Vienna e Praga, mostra Freud (interpretato da Robert Finster) come un uomo che passa irrequieto da una crisi all’altra alla ricerca della sua vera vocazione professionale. Il suo lavoro di ricerca non è riconosciuto, al contrario viene deriso e osteggiato. Anziché esercitare nel suo studio, Freud partecipa alle indagini su una serie enigmatica di omicidi, che si rivelano l’inizio di un grande complotto. In questo sostiene l’ispettore di polizia Alfred Kiss, un veterano di guerra, interpretato da Georg Friedrich. Una famosa medium chiamata “Fleur Salomé”, interpretata da Ella Rumpf, è lì per aiutare i due uomini. Altri protagonisti sono la coppia aristocratica Sophia e Viktor Szápáry, interpretata da Anja Kling e Philipp Hochmair, nella cui Villa Fleur Salomé lavora. La coppia ingaggia la medium in spettacoli che ruotano attorno alla magia e allo spiritismo. Vienna è raffigurata come un luogo di decadenza e feste sfrenate.

Nella serie, Freud è ritratto come guidato, abbagliato e dipendente dalla cocaina. Su com’era davvero, un gran numero di biografi la vedono in maniera molto diversa.

Gli psicoanalisti e i colleghi del suo tempo lo descrivevano come inaccessibile, a volte arrogante e freddo. Nelle sue lettere alla fidanzata Martha Bernays, lo stesso Freud racconta del suo amore, ma anche degli attacchi di rabbia e della gelosia, nonché della sua dipendenza dai sigari, di cui, nonostante dovesse spesso farsi prestare del denaro, ne acquistava troppi.

Il biografo Hans-Martin Lohmann riferì quanto doveva aver tormentato Freud il fatto che, sebbene fosse stato un conferenziere privato dal 1885, fu ripetutamente ignorato dal mondo accademico e fu nominato professore titolare straordinario solo nel 1902. L’università è rimasta un “amore sfortunato” nella sua vita, scrive Lohmann. Lo stesso Freud apparentemente non voleva lasciare ai posteri una chiara immagine di se: “I biografi si devono torturare, non gliela vogliamo rendere troppo semplice. Tutti devono avere ragione con i loro pareri sullo “sviluppo dell’eroe”, quanto si sbaglieranno“, ha scritto una volta alla sua fidanzata.

Dal 23 marzo 2020, posiamo accompagnare “l’eroe” su Netflix nelle sue indagini su misteriosi casi di omicidio e l’individuazione di una cospirazione criminale.

Bibliografia

Bernd Nitzschke: Wer Sigmund Freud war, bevor er der wurde, der er sein wollte. Literaturkritik.de

Gunda Bartels: Babylon Wien. „4Blocks-Schöpfer Marvin Kren und seine Mystery-Serie „Freud“. Warum er dafür sogar Hypnose ausprobierte und abbrechen musste. Tagesspiegel.de, 25. Februar 2020

Dominik Kamalzadeh: Mord im verrufenen Wien – ORF- Netflix-Serie „Freud“: Mit Sigmund Freu der Geisterbahn. Der Vater der Psychoanalyse als Kämpfer gegen den Aber- glauben. Derstandard.de, 25. Februar 2020

Hans-Martin Lohmann: Sigmund Freud. Rowohlt Monographie, Neuausgabe 2006

Anno nuovo, vita nuova! I buoni propositi per un 2018 che ci faccia stare meglio

L’anno nuovo è spesso accompagnato dal desiderio di migliorarsi, di cambiare la propria vita o un aspetto della stessa. Ecco qualche consiglio per porsi obiettivi realistici e raggiungibili!

Personalmente, non trovo molto utili i buoni propositi fatti proprio in occasione del Capodanno. La maggior parte delle persone pensa a qualcosa che un mese dopo, al più tardi due, ha già dimenticato. Non fraintendetemi: penso che sia bello e assolutamente necessario porsi degli obiettivi e rendere la propria vita più sana, più positiva, più bella, ecc.. Ciò che non mi convince è che deve essere proprio a Capodanno il momento in cui ci poniamo i buoni propositi.

Nel corso degli anni, ho scoperto che ci sono almeno tre gruppi di persone che si pongono propositi per il nuovo anno.

Primo gruppo

Questo gruppo di persone formula i propositi per l’anno nuovo in maniera molto generica e poco concreta. Classici esempi possono essere:

  • Voglio fare qualcosa per la mia salute. (Mi verrebbe da pensare: Come si deve intendere questo proposito? Cosa significa “salute” per te? Cosa devi cambiare per vivere in maniera più salutare?).
  • Voglio fare più sport. (Qui penso: Quale sport? Cosa significa “sport” per te? Dove vivi? Come è strutturata la tua giornata?).

Secondo gruppo

Questo secondo gruppo elenca direttamente una decina di propositi per il nuovo anno:

  • Voglio fumare meno.
  • Mi limiterò ad assumere alcolici solo due volte la settimana.
  • Voglio andare a correre almeno tre volte la settimana.
  • Voglio consumare più frutta e verdura.
  • Non voglio mangiare più schifezze.
  • Voglio lavorare meno.

Come ci si sente a leggere questi propositi? A me danno l’impressione di essere una sorta di lista della spesa. Sono infatti talmente tanti propositi che diventerebbe alquanto difficile metterli in pratica tutti. Inoltre, questi desideri di cambiamento trasmettono un messaggio di non poco conto: “il modo in cui ho vissuto fino ad ora era sbagliato, non vado bene così”.

Terzo gruppo

Questo gruppo formula uno o più propositi in maniera categorica, i quali, a causa dell’inevitabile rigidità con cui vengono formulati, non possono essere messi in pratica o mantenuti nel tempo. Esempi:

  • Non berrò mai più alcolici.
  • Non consumerò mai più zuccheri.

Per tutt’è tre i gruppi sarà difficile raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma come e quando si formulano propositi realizzabili? Come si raggiungono davvero i propri obiettivi?

Il primo gennaio è il primo gennaio e non una data magica!!

Quali sono i pensieri tipici che ci passano per la testa il 31.12?

  • Mi strafogo un’ultima volta tutte le leccornie possibili, da domani mi alimento solo di cibi sani?
  • Oggi fumo le mie ultime sigarette, da domani sarà solo passato?
  • Oggi brindo con una bella bottiglia di spumante, da domani non tocco più alcolici?
  • Da domani vivo in modo più sano, più positivo, semplicemente migliore?

Adesso vi propongo delle brevi considerazioni in proposito:

  1. Se oggi vi strafogherete di tutte le prelibatezze tipiche del cenone di Capodanno, domani a maggior ragione avrete fame di tutto ciò che vi vieterete di assumere.
  2. Se oggi fumerete tutte le sigarette a disposizione, cosa succede appena domani siete stanchi o stressati? Come gestirete la voglia di sigarette?
  3. Volete astenervi dal bere alcolici nel nuovo anno o volete bere meno? Cosa pensate di fare allora il prossimo Capodanno o in una occasione di festa? Berrete per tutta la vita succhi di frutta?
  4. Volete mangiare e vivere meglio. Cosa significa “meglio”? E’ stato tutto negativo e sbagliato fino ad ora?

Non ho intenzione di demotivarvi o demoralizzarvi. Voglio darvi una visione realistica dei vostri propositi e ottenere che vi prefissiate qualcosa che potete raggiungere veramente.

Il primo gennaio è un giorno come tutti gli altri, solo che il giorno prima probabilmente siamo andati a dormire troppo tardi, abbiamo bevuto un po’ tropo e fisicamente non siamo esattamente al top della forma. Ok, forse non proprio un giorno come tutti gli altri allora!

Quale data o momento si dovrebbe scegliere?

Cosa ne pensate di ADESSO?

Se avete preso la decisione di cambiare qualcosa della vostra vita, iniziate oggi stesso! Se avete deciso di fare più movimento, allora iniziate oggi stesso a fare una passeggiata o una corsetta all’aperto e a pensare come potete organizzarvi per il futuro e quali tipi di sport vi possono interessare.

Se volete alimentarvi in maniera più sana, iniziate con il prossimo pasto. Non dovete buttare tutti i prodotti poco sani che avete in casa, basta non acquistarne più e consumare man mano in piccole quantità quel che vi è rimasto.

I cambiamenti proviamo a metterli in pratica da subito e durante la nostra normale routine quotidiana.
Fate quello che potete e che vi sentite di fare, in modo da sentirvi bene, essere felici dei vostri cambiamenti e della vostra vita.

PASSO DOPO PASSO!

Conoscete sicuramente il proverbio “Roma non è stata costruita in un giorno”! Pensate un attimo alla vostra vita. Esiste qualcosa di importante che avete ottenuto subito? Probabilmente no! Costruire una casa ha i suoi tempi. Per mettere al mondo un figlio servono almeno 9 mesi. Prendersi un diploma o una laurea necessita di anni e anni di studio. Allo stesso modo il processo che ci porta a smettere di fumare, a mangiare più sano, a fare dello sport, a perdere peso o ad uscire da una fase difficile della nostra vita necessita di tempo, pazienza, duro lavoro e costanza per essere portato a termine.

Fate le cose con calma e passo dopo passo, ma mantenete la costanza. Scrivete su un taccuino i vostri obiettivi in maniera più dettagliata possibile. Provate a concentrarvi su pochi, ma importanti obiettivi. Crearvi una lista troppo lunga rischia di diventare demotivante e di portare al fallimento.

Per concludere, un’ultima riflessione in merito ai buoni propositi.

Troppo spesso concentriamo i buoni propositi di fine anno sul nostro corpo – ci ripromettiamo di mangiare in modo più sano, fumare meno, consumare meno alcolici, e così via. Raramente pensiamo di dover fare qualcosa anche per la nostra salute mentale al fine di sentirci meglio. Non guardate sempre e solo al vostro corpo, ma anche alla vostra Psiche. Mente e corpo sono una unità inscindibile, e solo se sta bene l’una, può stare bene anche l’altro. Questa consapevolezza, già raggiunta dai greci e dai romani, è espressa nella celebre formula mens sana in corpore sano!

Per chi fosse interessato, scrivete all’indirizzo e-mail psicologavalentino@gmail.com entro il 10.1.2018 e riceverete in omaggio un valido ed efficace modello per la gestione dei vostri obiettivi. Felice 2018!

La lettera a Babbo Natale: quanti e quali regali servono veramente ai nostri bambini?

Spesso i nostri bambini vengono travolti da troppi regali. Come gestire al meglio i desideri dei nostri bambini? Qual è il numero di regali adatto ad un bambino? Così puoi controllare l’inondazione di doni!

Stamattina la mia piccola ha aperto un’altra porticina del calendario dell’avvento. Siamo a pochissimi giorni dalla vigilia di Natale e il countdown è ufficialmente iniziato! Tra non molto sotto ai nostri alberi di Natale ci saranno tanti, forse troppi regali. Si calcola che in media i genitori italiani spenderanno 138€ a figlio in questo Natale 2017.
Il Natale è la festa dell’amore, ma ovviamente è anche un grande business. I genitori spesso si chiedono se sono in grado di soddisfare i desideri dei propri bambini.
Ma regalare molti doni è indicativo di altrettanto amore?
Quando i regali sono troppi?
Gli esperti concordano nel sostenere che i bambini dovrebbero imparare che non tutti i desideri possono essere soddisfatti e che i genitori debbano trovare la giusta via di mezzo.
Bene. Facile più a dirsi che a farsi. Proprio a Natale i genitori sono sottoposti ad una grande pressione, come se le pressioni durante tutto il resto dell’anno non bastassero. I bambini vengono bombardati dalle pubblicità, sentono parlare a scuola di bambolotti di marca e videogiochi.
Genitori attenti e sensibili riescono in genere a distinguere tra desideri veri e interessi passeggeri: la bambina parla in continuazione di una specifica bambola o l’idea di un nuovo giocattolo è attraente solo momentaneamente, magari perché l’amichetta del cuore lo possiede. A cosa si interessa il bambino realmente? E, soprattutto, il regalo che abbiamo in mente è adatto all’età del pargolo?
Il primo consiglio è quindi riconoscere cosa piace al vostro bambino tra i tanti regali che vi chiede.
Di quanti regali necessitano i bambini?
Sappiamo che i bambini molto piccoli in teoria non avrebbero bisogno di regali. La carta frusciante e le decorazioni dell’albero sono già abbastanza eccitanti per loro!
Tuttavia i genitori dovrebbero iniziare sin da subito a fermare l’orgia di regali dei parenti. Altrimenti, il piccolo di 6 mesi si ritroverà ben presto una palestrina, tre garage per auto e quattro tricicli! E’ importante fare una lista delle cose di cui il bambino ha bisogno e parlarne con i nonni e le madrine/padrini o comunque con i parenti più stretti.
Come indicazione generale, un regalo grande e alcuni regali piccoli sono più che sufficienti. Questo vale certamente anche per i bambini più grandi.
Quando i parenti insistono a fare doni in grande, si potrebbe provare a chiedere un contributo finanziario, per esempio, per il corso di nuoto o la ginnastica per i piccoli. O, perché no, un versamento sul conto di risparmio!
La “Stiftung Ökotest”, organizzazione e fondazione per i consumatori che fa ricerche e compara prodotti e servizi, controlla regolarmente i giocattoli per bambini. La conclusione dei tester è che la sicurezza viene spesso trascurata, si utilizzano sostanze inquinanti, anche per quel che concerne i giocattoli in legno. Ecco le principali raccomandazioni:

  1. Preferire pochi giocattoli di alta qualità rispetto a montagne di cianfrusaglie. Evitare giocattoli economici venduti da negozi economici.
  2. Prestare attenzione ai giocattoli che emanano un forte odore – di solito sono contaminati da sostanze inquinanti. I prodotti in PVC è meglio lasciarli sullo scaffale.
  3. I giocattoli di legno massiccio senza vernice sono solitamente una buona scelta e anche ecologicamente raccomandati. I giocattoli di marca di plastica dura spesso sono altrettanto sicuri.

Il regalo ideale
Sembra scontato, ma il regalo più bello è associato al tempo e all’attenzione che dedichiamo ai nostri piccoli.
In breve: meno regali e più presenza affettiva!
Un teatrino dei burattini assemblato assieme verrà ricordato per sempre. O un buono per un ingresso al parco avventura (tipo Etnaland), dove accompagnare il nipote in primavera o estate. Un nuovo gioco di società è particolarmente gradito se tutta la famiglia può giocarvi. L’immaginazione non conosce limiti. Il portafoglio, ahimè, sì!

Adesso tocca a voi: quanti doni dovrebbero ricevere i bambini? Cosa portano nelle vostre case Babbo Natale o Gesù bambino?